FAQ Diritto del Lavoro
Le risposte alle domande più frequenti sul diritto del lavoro in Italia.
Quanto tempo ho per impugnare un licenziamento?
Ai sensi dell'art. 6 della Legge n. 604/1966, l'impugnazione del licenziamento (per es. disciplinare, per motivo oggettivo, per mancato superamento della prova ecc.) deve essere proposta in due fasi: 1) stragiudiziale, mediante l'invio di apposita lettera al datore di lavoro entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione del licenziamento stesso; 2) giudiziale, mediante deposito del ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro (competente per territorio) entro e non oltre 180 giorni dalla data di invio della precedente lettera di impugnazione stragiudiziale.
Questi termini sono stabiliti a pena di decadenza. In altre parole, se non sono rispettati, il licenziamento diventa definitivo.
Consiglio: Contatta immediatamente un avvocato del lavoro per valutare la tua posizione.
Cosa significa licenziamento per giusta causa?
Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 Codice Civile) può essere ritenuta la forma più grave di estinzione del rapporto di lavoro. Infatti, la giusta causa di licenziamento è qualsiasi fatto/atto del lavoratore talmente grave da non consentire la prosecuzione provvisoria del rapporto.
Il licenziamento per giusta causa rientra nel genere dei "licenziamenti disciplinari", pertanto deve essere preceduto da una contestazione disciplinare del fatto.
Possibili condotte di giusta causa:
- concorrenza sleale
- violenza
- furto
In caso di licenziamento per giusta causa il lavoratore non ha diritto al preavviso.
Cosa posso fare contro un trasferimento illegittimo?
L'impugnazione del trasferimento lavoratore illegittimo, cioè privo di oggettive e comprovate ragioni organizzative-tecnico-produttive deve essere proposta in due fasi: 1) stragiudiziale, mediante l'invio di apposita lettera al datore di lavoro entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione del trasferimento stesso; 2) giudiziale, mediante deposito del ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro (competente per territorio) entro e non oltre 180 giorni dalla data di invio della precedente lettera di impugnazione stragiudiziale.
Questi termini sono stabiliti a pena di decadenza. In altre parole, se non sono rispettati, il trasferimento diventa definitivo.
Se il trasferimento è tale da stravolgere realmente le condizioni di vita privata del lavoratore, è possibile opporsi anzitutto mediante un rifiuto, che sarà legittimato se proporzionato e se il trasferimento verrà accertato illegittimo dal giudice.
Bisogna quindi prestare molta attenzione caso per caso.
In caso di trasferimento il lavoratore può dimettersi e percepire comunque la NASPI?
Si, a condizione che le dimissioni cd. per giusta causa siano basate sul rifiuto del lavoratore di un trasferimento in una sede aziendale distante almeno 50km dalla residenza o raggiungibile in almeno 80 minuti con mezzi pubblici.
Cosa fare se il datore di lavoro non paga lo stipendio?
Se il datore di lavoro non paga lo stipendio:
- Raccogli le prove: contratto di assunzione, buste paga non saldate, eventuale scambio di messaggi con il datore di lavoro in relazione al pagamento mancante
- Invia una diffida legale
- Denuncia all'Ispettorato del Lavoro
- Ricorso al Tribunale del Lavoro per ottenere un decreto ingiuntivo (procedura celere e senza udienza)
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