Il Tribunale di Roma (sentenza n. 5560/2026 ) ha recentemente ribadito quali sono i limiti del diritto di critica del lavoratore nei confronti del datore di lavoro.

In particolare, il lavoratore aveva accusato pubblicamente l'azienda di "rubare i soldi dei dipendenti", invitando i colleghi a verificare le buste paga.

 Non trattandosi, secondo il Tribunale, di una semplice contestazione di un errore contabile/retributivo, è stato ricordato il diritto di critica è tutelato solo quando rispetta tre requisiti fondamentali:

  • continenza formale;
  • continenza sostanziale (verità dei fatti);
  • pertinenza rispetto agli interessi coinvolti.

A seguito di accertamento, il Tribunale di Roma ha escluso il carattere indebito della trattenuta in busta paga e così, considerati i suddetti requisiti, l’accusa di "furto" è stata ritenuta lesiva della reputazione dell’azienda, perché attribuiva al datore di lavoro una condotta intenzionalmente illecita e penalmente rilevante; che, tuttavia, è stata accertata insussistente.

Non solo. Il Tribunale ha ritenuto che la diffusione di accuse infondate ha rappresentato un valido motivo  di licenziamento per giusta causa.


L'Avv. Giuseppe Caristena si distingue per la sua profonda conoscenza del diritto del lavoro, offrendo consulenza ed assistenza di alto livello a tutela dei diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro.